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venerdì, 03 agosto 2007

"Perdona loro perchè non sanno quello che fanno?"


Colombia, sacerdote ammette abusi su orfani

Un sacerdote colombiano ha ammesso davanti ai giudici di aver abusato ripetutamente di bambini nell’orfanotrofio MI Casa che dirigeva nella citta’ colombiana di Cali. Lo scandalo era scoppiato quando una giornalista francese, che aveva adottato uno dei bambini dell’orfanotrofio, presento’ una denuncia all’ambasciata colombiana a Parigi. Il sacerdote, V.B, e’ stato direttore dell’orfanotrofio per oltre trent’anni.
Fonte: MetroNews

Monsignore condannato per non aver impedito abusi

Condannati a 4 anni e 8 mesi di carcere mons. Renzo Cavallini e Massimiliano Azzolini per omesso controllo e per violenza sessuale. Il religioso e’ il responsabile di una comunita’ di accoglienza religiosa mentre l’altro uomo e’ il direttore di uno dei centri della stessa. Le accuse sono per il primo di omesso controllo e per l’altro di violenza sessuale e violenza privata ai danni di due giovani extracomunitari ospiti del centro.
Lancio ANSA

Abusi in parrocchia, inchiesta a Firenze

Abusi sessuali pluriaggravati e continuati su minori: con questa ipotesi di reato la procura di Firenze ha aperto un procedimento penale nei confronti di Lelio Cantini, 84 anni, ex sacerdote fiorentino della parrocchia ‘Regina della Pace’, alla periferia di Firenze, accusato da alcuni fedeli di violenze sessuali, psicologiche e azioni di plagio che sarebbero avvenute anni fa.
Il capo della procura fiorentina, Ubaldo Nannucci, sottolineando che ancora «nessuna delle presunte vittime si è rivolta all’autorità giudiziaria», ha spiegato che l’inchiesta innanzitutto intende appurare «se è vero ciò che ha riportato la stampa sull’argomento» e «verificare, eventualmente, a quale epoca risalgono i fatti, anche perché l’unico dato, per adesso, è la rimozione del sacerdote dalla parrocchia, avvenuta nel 2005».
Secondo le presunte vittime, che a partire dal gennaio del 2004 hanno denunciato l’accaduto scrivendo alla curia fiorentina e al Papa, il sacerdote, dal 1975 e per anni, avrebbe abusato di ragazze dai 12 ai 17 anni, si sarebbe fatto consegnare denaro e beni e avrebbe plagiato ragazzi da indirizzare al seminario per creare un potere alternativo a quello ufficiale. […]

Fonte: Corriere.it

Chiesa irlandese, nuovo impressionante scandalo di abusi sui bambini

È stato diffuso ieri un “devastante rapporto”, redatto dal giudice Frank Murphy, sugli abusi sessuali commessi su bambini da parte di alcuni sacerdoti della diocesi di Ferns. Almeno ventuno preti sono stati accusati di più di cento casi di violenze e abusi sessuali protrattisi per un arco temporale di quarant’anni. Un dettagliato articolo di Angelique Crisafis è stato pubblicato sul sito del Guardian.

Preti pedofili: dossier su 75 anni di abusi

New York - L’arcivescovo della diocesi di Los Angeles, il cardinale Roger Mahony, ha deciso di rendere pubblici i fascicoli di 126 preti cattolici accusati di abusi e molestie sessuali su minori. Per volere del porporato i documenti sono stati inscatolati e spediti al New York Times che li pubblica in anteprima. Mahony ha scelto di farlo come gesto di buona volontà, per mostrare all’opinione pubblica che la Chiesa americana ha voltato pagina e che non coprirà più chi si macchia di questi reati. Il quotidiano ricostruisce, in un articolo pubblicato in prima pagina, un quadro di 75 anni di vergogna per la Chiesa e il Vaticano, dimostrando, caso dopo caso, come nonostante le avvisaglie di scandali la diocesi californiana non abbia fatto quasi niente per proteggere i propri fedeli. La decisione del cardinale arriva alla vigilia della pubblicazione dell’atteso documento vaticano sui seminari in cui si pongono le basi per un maggiore controllo sugli aspiranti sacerdoti.
In alcuni casi, scrive il NYT, lo stesso cardinale e i suoi predecessori si sono limitati a mandare i preti pedofili dallo psicologo prima di affidare loro nuovi incarichi a contatto con i fedeli. In altre circostanze l’offerta di consulenze psicologiche veniva invece fatta alle famiglie dei minori abusati, insieme alla preghiera di restare in silenzio sull’accaduto risparmiando alla chiesa uno scandalo.
Molestie e stupri non vengono mai citati in maniera esplicita, ma solo con eufemismi e parafrasi, con riferimenti “alla condotta morale” o accuse “di violazioni delle regole” da parte dei preti. Per anni, denunce anonime sarebbero state sistematicamente ignorate e i sacerdoti sospettati di pedofilia avrebbero approfittato della clemenza e dell’imbarazzo dei loro superiori.
Fonte: APC via Gaynews

Ricordiamo che nel 2001 in una lettera mandata a tutti i vescovi cattolici l’allora cardinale Ratzinger, attuale papa sotto il nome di Benedetto XVI, dava ordine che la Chiesa investigasse in segreto sulle accuse di abusi sessuali su minori, tenendo i risultati delle inchieste segreti per dieci anni dopo il compimento della maggiore età da parte della vittima.
Sul sito di Radioradicale ne viene riportato il testo.

Cesenatico, arrestato sacerdote: “Prostituzione e abusi sessuali”

Dietro il paravento di un’associazione umanitaria, minacce, sfruttamento e violenze sessuali. Arrestato un sacerdote a Cesenatico che offriva ospitalità a diseredati e donne bisognose di assistenza. In manette un complice ed un cliente pedofilo. Gli investigatori della Polizia hanno accertato che don Giuseppe Giacomoni, 81 anni, presidente dell’associazione Arcobaleno di Cesenatico, abusava sessualmente dei minorenni ospitati con la minaccia di non regolarizzare la loro posizione in Italia e accettava denaro per organizzare incontri con clienti pedofili. Il capo della squadra mobile di Forlì ha reso noto che in manette è finito anche un noto ristoratore di Cesenatico Giuseppe Farnesi, 62 anni, meglio conosciuto con il soprannome di commendator Roberto, a cui il sacerdote avrebbe “venduto” un sedicenne di cui era tutore affidatario. Il terzo arrestato è un romeno di 25 anni, in prova al servizio sociale dell’associazione Arcobaleno, collaboratore con il sacerdote nella tratta dei minorenni. Don Giacomoni svolgeva le funzioni anche di parroco supplente nella parrocchia di Ruffio, vicino a Cesenatico. […]


Fonte: Repubblica.it

 

Canada, prete ammette abusi su 47 ragazzine


Un prete cattolico in pensione che vive a Windsor, in Canada, si e’ dichiarato colpevole di abusi sessuali su 47 bambine tra 9 e 14 anni. Le violenze sono avvenute nel corso dei 34 anni di servizio nelle parrocchie del sud Ontario, dal ‘52 all’86. […]
Lancio ANSA

USA: gli abusi sessuali costano cari alla Chiesa

Le nuove cifre rilasciate giovedì dai vescovi cattolici della nazione mostrano il costo degli abusi sessuali commessi dal clero: l’anno scorso 783 nuovi reclami attendibili, la maggior parte dei quali risalgono a decadi passate, per costi di quasi 467 milioni di dollari. La crisi già è già costata più di 1 miliardo di dollari dal 1950. Teresa Kettelkamp, direttore dell’ufficio dei vescovi per la protezione dei bambini e della gioventù, ha dichiarato che le spese per abusi relative al 2005 sono state le più alte registrate finora in un singolo anno. Il numero totale di accuse contro il clero cattolico è salito a oltre 12.000 dal 1950. Le ultime statistiche sono state effettuate da parte di soggetti terzi incaricati dai vescovi degli Stati Uniti. Gli ispettori hanno scoperto che l’88,5 per cento delle diocesi hanno avuto richieste di un maggior controllo e maggiore sicurezza d parte dei vescovi.
Un articolo (in inglese) di Rachel Zoll per AP è stato pubblicato sul sito del Chicago Sun Times


postato da: ammazzachemazza alle ore 12:29 | link | commenti
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giovedì, 09 febbraio 2006

Stamane m'e' giunta questa lettera in formato elettronico... la pubblico per intiero.
 
"Dalla Prima Lettera di Figoso ai Figosi
Cari Figli/Figlie
dopo tre mesi circa dalla dipartita mani pietose hanno fatto rotolare via
l'enorme sasso che precludeva al sepolcro di Figoso
la veduta sul mondo esterno.
Da oggi infatti è aperta la mostra-retrospettiva-autocelebrativa del Caro
Estinto, e le VostreSignorie tutte sono invitate a visitarlo.
Si tratta di una bieca operazione di sporco lucro, sappiatelo, e l'ombra
dell'enorme ego del Sottoscritto e del Maestro Ammazzachemazza hanno ricoperto
il sole e i pianeti tutti, facendo sì che le opere prescelte siano unicamente
di nostra creazione, diritto che ci arroghiamo bellamente, essendo Noi i
padri fondatori nonchè aperti fautori della teoria che asserisce che la
democrazia
si sia rivelata fondamentalmente un sistema di governo del tutto inadatto
alle esigenze Nostre e dell'umanita' intera.
La tirannia di figoso è disponibile a voi in Cinemascope all'indirizzo :
www.figoso.splinder.com
Il titolo della retrospettiva è sobrio e programmatico allo stesso tempo:
"Figoso 2003-2004: Noi siamo noi e voi non siete un cazzo"
visitatela, sotto pagamento di un salato ticket, è ovvio,  (il sistema
riconosce
l'IP del vostro computer e scala i soldi del biglietto direttamente dai
vostri
conti correnti, se li avete. In caso contrario una banda di energumeni da
noi assoldati vi attendera' nottetempo mentre rincasate e vi deruberà di
tutto, per poi scappare via tirandosi dietro un enorme sacco con il simbolo
del dollaro disegnato sopra e indossando maschere che riproducono le fattezze
dei presidenti del Canada, particolare che li renderà irriconoscibili ai
piu', anche in conseguenza del fatto che nessuno conosce i volti dei presidenti
del Canada.
Ma divago.
Tutto cio' per dire che, sì, vi abbiamo amato, vi abbiamo voluto bene come
figli, ma ora tutto cio' che è stato non importa piu'.
Come Urano ora divoriamo i nostri figli senza un filo di rimorso, come Medea
uccidiamo le nostre figlie per poi volare sul carro dorato del dio Apollo
Sole trascinandoci dietro i cadaveri straziati che, pur tuttavia, consentono
a noi - Padri Crudeli - quest'ultimo scampolo di vita.
In pace e amore
Figoso"


postato da: ammazzachemazza alle ore 18:56 | link | commenti (11)
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martedì, 22 febbraio 2005

"noi siamo noi e voi non siete un cazzo"


postato da: ammazzachemazza alle ore 16:56 | link | commenti
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giovedì, 11 novembre 2004

che succede, non mi raccapezzo più!

postato da: mantidepelosa alle ore 18:07 | link | commenti
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lunedì, 08 novembre 2004

Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro:

 «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?"


postato da: ammazzachemazza alle ore 10:38 | link | commenti
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sabato, 06 novembre 2004

che succede?

postato da: EvaCarriego alle ore 10:36 | link | commenti
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venerdì, 05 novembre 2004

Suggestions for Sale.
Figoso©


postato da: ammazzachemazza alle ore 14:15 | link | commenti
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giovedì, 04 novembre 2004

Ma che cazzo e' quest'oscillazione pendolare?
"Oh, mio dio hanno ucciso Kerry", e voi non dite nulla?
Vi meritate Alberto Sordi, come gia' straripetuto.
Parlo per frasi fatte, ve lo concedo, pero' ora vado a prendere la bombola, ovvero:

"ME NE FOTTO!"





postato da: ammazzachemazza alle ore 12:50 | link | commenti (7)
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FOTOFINISH

di Antonio Rezza e Flavia Mastrella

 

 

 

 

Questo è una miscellanea di articoli che ho trovato sullo spettacolo:

Fotofinish é sperimentazione di linguaggi cinematografici ai confini tra anarchia, spietata visionarietà nonché venata di poesia ideato da uno dei più apprezzati e creativi videomakers italiani, autore di corto e mediometraggi.

Il delirio del nostro tempo presente.

Uno spettacolo assurdo, un uomo assurdo.

Nudo integrale maschile, coinvolgimento degli spettatori che sono chiamati a morire sul palco.

Tutto intorno solo fotografie.

E' la storia di un uomo che si fotografa

per sentirsi meno solo.

Apre così uno studio dove si immortala fingendosi ora cliente ora fotografo esperto.

E grazie alla moltiplicazione della sua immagine arriva a credersi un politico che parla alla folla. Una folla che non c'è.

Ma che lo galvanizza come tutte le cose che non avremo mai.

Tra un comizio e l'altro arriva a proclamarsi costruttore di ospedali ambulanti che si spostano direttamente nelle case dei malati.

Ed all'interno di questi ospedali c'è sempre lui: sotto le vesti del primario, sotto quelle del degente e sotto quelle delle suore cappellone che sostituiscono la medicina con gli strumenti della fede.

Ben presto, grazie all'inflazione della sua immagine, è convinto di non essere più solo.

E continua nelle sue scorribande politiche delegando se stesso alla cultura per costruire impossibili cinema dove l'erotismo differisce dalla pornografia solo per qualche traccia labile di dialogo.

Ed ipotizza incendi e sciagure, ipotizza uscite di sicurezza per portare in salvo lo spettatore medio che lui stesso rappresenta.

Di tanto in tanto torna dal fotografo che è per costringersi a scattarsi nuove foto.

Ed impazzisce a poco a poco.

Ma mai completamente.

Nel pieno del suo delirio auto presenzialista arriva a farsi donna con tutta la sua nudità camuffata; e a farsi uomo, pensandosi ora l'una ed ora l'altro, immaginando di uscirsi insieme per rientrarsi accanto.

E come politico sblocca ogni piano regolatore per regalarsi una casa ambulante, come gli ospedali, come la disperazione di chi tenta di imbrogliar se stesso.

E solo quando è costretto a mettere un cane a difesa della sua abitazione capisce di esser solo e di essere lui quel cane posto a tutela della proprietà.

Ma con un colpo di coda inaspettato torna da cane a politico ed accusa gli elettori di non aver capito.

Di non aver capito che nulla è mai esistito.

L'unica cosa che esisteva era la sua solitudine.

Che non può essere fotografata perché la solitudine è l'assenza di chi non ti è vicino.

Antonio Rezza

 

 

 

 

 

 

Questo è una miscellanea di articoli che ho trovato sullo spettacolo:

Fotofinish é sperimentazione di linguaggi cinematografici ai confini tra anarchia, spietata visionarietà nonché venata di poesia ideato da uno dei più apprezzati e creativi videomakers italiani, autore di corto e mediometraggi.

Il delirio del nostro tempo presente.

Uno spettacolo assurdo, un uomo assurdo.

Nudo integrale maschile, coinvolgimento degli spettatori che sono chiamati a morire sul palco.

Tutto intorno solo fotografie.

E' la storia di un uomo che si fotografa

per sentirsi meno solo.

Apre così uno studio dove si immortala fingendosi ora cliente ora fotografo esperto.

E grazie alla moltiplicazione della sua immagine arriva a credersi un politico che parla alla folla. Una folla che non c'è.

Ma che lo galvanizza come tutte le cose che non avremo mai.

Tra un comizio e l'altro arriva a proclamarsi costruttore di ospedali ambulanti che si spostano direttamente nelle case dei malati.

Ed all'interno di questi ospedali c'è sempre lui: sotto le vesti del primario, sotto quelle del degente e sotto quelle delle suore cappellone che sostituiscono la medicina con gli strumenti della fede.

Ben presto, grazie all'inflazione della sua immagine, è convinto di non essere più solo.

E continua nelle sue scorribande politiche delegando se stesso alla cultura per costruire impossibili cinema dove l'erotismo differisce dalla pornografia solo per qualche traccia labile di dialogo.

Ed ipotizza incendi e sciagure, ipotizza uscite di sicurezza per portare in salvo lo spettatore medio che lui stesso rappresenta.

Di tanto in tanto torna dal fotografo che è per costringersi a scattarsi nuove foto.

Ed impazzisce a poco a poco.

Ma mai completamente.

Nel pieno del suo delirio auto presenzialista arriva a farsi donna con tutta la sua nudità camuffata; e a farsi uomo, pensandosi ora l'una ed ora l'altro, immaginando di uscirsi insieme per rientrarsi accanto.

E come politico sblocca ogni piano regolatore per regalarsi una casa ambulante, come gli ospedali, come la disperazione di chi tenta di imbrogliar se stesso.

E solo quando è costretto a mettere un cane a difesa della sua abitazione capisce di esser solo e di essere lui quel cane posto a tutela della proprietà.

Ma con un colpo di coda inaspettato torna da cane a politico ed accusa gli elettori di non aver capito.

Di non aver capito che nulla è mai esistito.

L'unica cosa che esisteva era la sua solitudine.

Che non può essere fotografata perché la solitudine è l'assenza di chi non ti è vicino.

Antonio Rezza


postato da: ilpepiniere alle ore 10:33 | link | commenti (7)
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mercoledì, 03 novembre 2004

 

 

 

ho appena cancellato questo post - per errore- dal mio blog. Beccattevèllo vuje.

 

 

Questione di tempi

 

 

 

Lui portava il doppio petto e parlava di simbologie legate al concetto d’identità del doppio.
Parlava di maschere evocative e io tormento il mio incolpevole frequenzimetro; mi viene in mente la maschera del Doge che comprai durante il mio ultimo viaggio a Venezia.
Lui parlava di donne, i suoi approfonditi studi l’avevano portato alla conclusione che le donne rappresentano la sacralità delle regole.
La sacralità delle regole boxa con la creatività, ma sacralità è sostantivo – ma lo è? – più importante di creatività.
Poi prese a dire di specchi, e affermò che specchio è sinonimo d’ambiguità.
Credo - in questo momento, seduta alla mia scrivania su seggiola ergonomica - che se ne uscì bel bello da queste parole definendole in toto concetti non statici.
Dire tutto e il contrario di tutto.
Disse che la ricostruzione storica non è statica ma è un fatto politico, un sistema di segni da decodificare via via che la conoscenza raggiunge il cervello.


Qualcuno dei miei lettori possiede il decoder adatto all’uopo?
Se si: inviare presso il mio indirizzo di posta, che troverete alla voce informazioni sull’autore.

Disse, il doppio petto, che la distinzione della cultura passa attraverso la distribuzione della memoria, scritta o tramandata per via orale, e che la memoria ha prospettive multiple.
Fu allora che pensai - usando il condizionale – che se mi fossi trovata al caffè Tettamanzi insieme agli amici a sorseggiare martini bianco e masticare ghiaccio e fette di limone, ci saremo scambiati con le parole e non per iscritto, banalità meno banali di queste.
Le chiavi di lettura, affermò in un crescendo di verità, si possono scegliere: psicologia analitica Junghiana vita/morte e l’intervallo tra queste riempita – nientepopodimenochè – dalla cultura, quella con la ci maiuscola.
La riproduzione sta alla cura/femminile come la produzione sta al logos/maschile.

Ma io, cosa ci faccio qui?

Infatti non ci sono: inseguo i miei pensieri della sera precedente dietro la mia scrivania e attendo.

Il verde brillante mi dona, mi ha sempre donato.
Lei è una giovane donna e ha un torace magro, due seni quasi adolescenziali con delle areole scure come molte delle donne di queste parti.
Distesa sul lettino, il torace su e giù come un mantice respira l’aria con i denti; la figura bianca e massiccia sopra di lei è veloce, ventose e baffi di gel come se fosse un giocoliere.

Kit per pericardiocentesi con rubinetto a tre vie.


Metodo della complessità, maschera/specchio/simulacro, proiezione del ruolo della donna attraverso ogni argomento: inizio e fine di tutto, portatrice di mistero, che non può essere – no, non può – fondatrice del logos.
La maschera non si addice alla donna per il primo, e unico, criterio d’esclusione.
Ovvero la donna è maschera già di suo.


La ragazza dal torace magro porta ancora le scarpe da ginnastica Total 90 Nike, quelle a tre stecche ultimo modello, le stesse che porto io quando non indosso gli zoccoletti olandesi.
Nike ai piedi e campo sterile al torace:
Deh, ultrasuoni, trovatemi tosto la falda acquifera più spessa.
Due centimetri d’acqua trasformano un torace in uno stantuffo ma non mi bastano per infilarti un calibro esagerato, che il tuo cuore ballerebbe la tarantella e tu invece mi guarderesti dal soffitto abbacinante e a contorni sfumati – uso del condizionale-.
Mi afferra una dispnea discreta ed elegante, per simpatia, come sempre: invisibile agli astanti.


Diceva, il doppio petto, che i sardi non usano mai l’indicativo ma sempre il condizionale: due verbi servili e un ausiliario: mascheramento.
Congiuntivo come meccanismo di riserva o meccanismo di difesa.
Il futuro incombe e non riusciamo ad amministrarlo: come lo regoliamo?
Le facce delle signore che hanno letto Emily Dickinson e più di recente Alda Merini sono perse nell’elaborazione e metabolizzazione delle verità elargite dal doppio petto.
Le facce dei professori di liceo logos-produttori sono serene per la consapevolezza d’aver capito quali sono le leggi che governano il mondo.


Un liquido giallo citrino mi concima gli zoccoletti olandesi di gomma verde bucherellata riscaldandomi le calzine di filo di Scozia: se non altro ho scovato due centimetri e mezzo.
- Che le si possa trasformare la mano in un ratto peloso, Giorgio! Le avevo detto di aprire il rubinetto della sacca, non quello della siringa! -
Giorgio sorride in silenzio.
Torace magro inizia a respirare normalmente non appena rimuovo quindici centimetri cubici di innocente liquido citrino – potenza e mistero della fisiologia, che sempre sia lodata -, il resto a seguire.



Appena starà meglio le dirò che è un’ambigua, che non ha bisogno di mascherarsi perché la maschera è in lei intrinsecamente nascosta, e infine, le dirò che è destinata alla riproduzione-cura.
Addiverremo alla conclusione, ma solo in seguito e dopo aver a lungo discusso, che io non passerò le mie serate alle presentazioni di nuovi libri di sociologhi dell’Atene sarda, in particolare se questi ultimi hanno superato i quarant’anni.
E sarò molto concessiva, se penso che i tipi di Berkeley diffidavano di chiuque avesse superato i trent'anni: ma erano altri tempi.
Lei, dal canto suo, si guarderà bene dall’abbandonare il dottorato di ricerca – sebbene sottopagato – alla Columbia University solo perché un tizio calvo (e in doppio petto) si rifiuta di usare il condizionale.
































































postato da: EvaCarriego alle ore 09:49 | link | commenti
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god bless figoso!

comunque vada saremo in buone mani!


postato da: ilpepiniere alle ore 08:59 | link | commenti (5)
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martedì, 02 novembre 2004

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

probabilmente ci sarò anch'io

 


postato da: EvaCarriego alle ore 21:33 | link | commenti (6)
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Figoso meeting? Isabella, dai le tue disponibilità

postato da: cernio alle ore 17:34 | link | commenti (2)
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here, i am.

a proposito di presentarsi, Feddah.

che sono in Sardegna, next week.

I AM


postato da: Isabellaqueen alle ore 17:07 | link | commenti (1)
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Funeral for Sale.
Figoso©


postato da: ammazzachemazza alle ore 17:03 | link | commenti (6)
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Questa vale più di mille foto pessimiste che avete postato.

Di dieci promesse o minacce di suicidio.

Di una montagna di poesie squallide.

Di fiumi di testi di musicanti inglesi paranoici che avete tradotto.

Di quattro ritratti di southpark.

Di tutte le foto porno che avete sull'hard disk.

E' quasi più interessante delle tette delle vostre sorelle!

Fottetevi stronzi! ...e nuotate fino alle tube di falloppio!


postato da: ilpepiniere alle ore 10:31 | link | commenti (11)
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lunedì, 01 novembre 2004

mi è semblato di vedele un gatto...


postato da: ilpepiniere alle ore 23:48 | link | commenti (5)
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venerdì, 29 ottobre 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

nescit vox missa reverti

omnia vincit amor.

 

 


postato da: feddah alle ore 15:33 | link | commenti (4)
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Ricordiamo che e' vietato l'accesso agli utenti grassi.

 


postato da: ammazzachemazza alle ore 11:50 | link | commenti (9)
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mercoledì, 27 ottobre 2004


 

Tutto questo tempo e ancora non ci siamo presentati.

 


Bene, questi siamo noi.
Gli altri figosi sono pregati di inviare loro immagini se vogliono entrare a fare parte anch'essi della Figoso Hall of Infame.

Attendiamo, dunque.

 

 


postato da: feddah alle ore 17:05 | link | commenti (6)
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Allora, mettiamo le cose cose in chiaro, Eminem mi sta sul cazzo, e parecchio, come gran parte della spazzatura hip-hop che si sente in giro. Vuoi per l'atteggiamento machista e omofobo, vuoi per le volgarità gratuite, vuoi proprio per una questione di lontananza di gusti musicali.
Devo ammettere però che questo video mi ha spiazzato.Mi ha ricordato i primi Public Enemy e i Rage Against the Machine per la rabbia che esprime e per il messaggio sociale che veicola, lontano anni luce dal blando e annacquato MTV Style.
Siccome io non credo proprio che MTV avrà il coraggio di mandarlo in onda, o almeno non prima delle elezioni americane, l'unico modo per vederlo è andarlo a cercare su Internet.

Insomma, Eminem è sempre uno stronzo, pero' pero'... prima date uno sguardo a questo videoclip (bellissimo peraltro)..
.

http://www.gnn.tv/content/viewer.html
.











postato da: feddah alle ore 11:00 | link | commenti (3)
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martedì, 26 ottobre 2004

COME MAI SIETE PARTICOLARMENTE LOQUACI????

postato da: mantidepelosa alle ore 12:20 | link | commenti (2)
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lunedì, 25 ottobre 2004

suicidio sudicio La vita è una cosa meravigliosa. Vale la pena viverla. Ma noi, no! Noi, che abbiamo tutto, compriamo tutto, rateizziamo tutto, siamo così stufi della nostra vita che vogliamo vivere quella degli altri. E la viviamo attraverso un duro schermo, sempre più sottile, sempre più fragile, sempre più piatto. Piatta, fragile e sottile come la nostra vita, c'è solo lo schermo attraverso il quale viviamo gli altri.
Non esiste più il wannabe, il vecchio "vorrei ma non posso", ora c'è il wannasee, il "vorrei vedere".
Beh, ragazzi, io mi sono sprimacciato lo scroto di questa situazione.
E voglio vivere cosìiii, col cappio al collo,
nel mentre muoioooo, con la tivvù.
Click!


postato da: cernio alle ore 16:50 | link | commenti (9)
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Pensavo, giustappunto, fin dove, voi, cose inutili, potreste arrivare in basso.
M'e' venuta in mente sta roba (si, poco elegante, tanto voi non capite un cazzo, passiamola come licenza poetica) di "POISON TV - avvelenamenti in diretta".
Sono convinto che un sacco di voialtri sbaverebbe per vedere una TV del genere.
Siete convinti di essere informati, perche' avete seguito le avventure del delitto di Cogne al TG5, che ritenete imparziale (cit.: come raiuno o raidue...), quindi vi meritate tutto il peggio che vi puo' capitare.
Vi detesto.





postato da: ammazzachemazza alle ore 12:56 | link | commenti
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venerdì, 22 ottobre 2004


postato da: ilpepiniere alle ore 18:36 | link | commenti (2)
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You'll be given love
You'll be taken care of
You'll be given love
You have to trust it

Maybe not from the sources
You have poured yours
Maybe not from the directions
You are staring at

Twist your head around
It's all around you
All is full of love
All around you

All is full of love
You just aint receiving
Your phone is off the hook
Your doors are all shut

All is full of love

Riceverai amore
Qualcuno si prenderà cura di te,
Riceverai amore,
abbi fiducia

forse non verrà dalle sorgenti
in cui hai riversato il tuo
forse non verrà dalla direzione
in cui stai fissando

Guardati intorno
È tutto intorno a te
Tutto è pieno d’amore
Tutto intorno a te

Tutto è pieno d’amore
Forse non ne stai ricevendo
Hai staccato il telefono
Le tue porte sono tutte chiuse

Tutto è pieno d’amore.

Questa è Bjork, e voi abbiate un buon fine settimana.

 








































postato da: feddah alle ore 18:08 | link | commenti (2)
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OBBEDIENZA

postato da: ammazzachemazza alle ore 16:49 | link | commenti
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GLORIA

postato da: ammazzachemazza alle ore 16:49 | link | commenti (1)
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ONORE

postato da: ammazzachemazza alle ore 16:48 | link | commenti
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FEDE

postato da: ammazzachemazza alle ore 16:48 | link | commenti (1)
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